Tu sei qui:

INTERVISTA JEAN FRANCOIS PIGNON

I cavalli, la potenza dell’amore

Susanna Cottica

Jean François Pignon è uno dei più grandi artisti equestri.

Carisma, grande maestria e quell’intesa gioiosa e un po’ selvaggia con i suoi cavalli lo hanno reso famoso e apprezzato in tutto il mondo. Grazie a genialità, passione, sensibilità ed empatia straordinarie, Pignon è in grado di suscitare con i suoi cavalli emozioni inimitabili. La loro è magia, intima comunicazione, elegante armonia.

Pignon in un modo che gli viene naturale e istintivo, parla con i suoi cavalli, comunica e gioca con loro: «La mia con i cavalli è una relazione istintiva, naturale, che nasce dalla complicità, dalla fiducia reciproca, da un’empatia silenziosa». Jean François Pignon racconta la sua storia, i suoi pensieri sui cavalli…

Gazelle


La mia prima cavalla si chiamava Gazelle, una piccola camarguese, è lei che mi ha insegnato tutto, mi ha ispirato ed aperto la strada della relazione intima con i cavalli. Quando è arrivata a casa avevo 9 anni. Con lei ho imparato tutto. Ho conosciuto la straordinaria generosità dei cavalli e la sensibilità che noi nemmeno siamo in grado di immaginare.

Da Gazelle ho imparato a fermarmi, ad aspettare i tempi dei cavalli, a non approfittare mai della loro generosità. Quando il cavallo ha piacere di stare con noi è un momento straordinario. Serve pazienza, che non è propriamente la qualità degli esseri umani. Gazelle è stata la mia maestra, la mia guida.
A lei ho dedicato un film, ‘Gazelle, una storia vera’. Sono cresciuto giocando con i cavalli finchè un giorno mi è stato proposto di fare un piccolo spettacolo alla festa del mio paese.

Così a diciassette anni ho fatto il mio primo spettacolino. Qualcuno mi notò e da lì iniziai a essere invitato nelle feste di paese dei dintorni… La mia era una famiglia molto modesta e visto che mi pagavano per farlo ho continuato. Di paese in paese, un giorno mi vide l’organizzatore di Cheval Passion di Avignone, una delle manifestazioni equestri più importanti al mondo, che mi propose di fare uno spettacolo.

Da quel momento in poi, via via… è diventato il mio lavoro. Ho iniziato a portare i miei spettacoli ovunque, al tempo ero solo io a fare la libertà a quel tempo. Tutti mi facevano i complimenti.


La mia fama cresceva e con lei anche il mio ego. Da li sono iniziati i miei problemi. Credevo di essere io il migliore. Non accettavo per esempio che mio fratello facesse la libertà come me, ero geloso, orgoglioso. Più i miei spettacoli miglioravano, più diventato orgoglioso e molto ambizioso. Poi è accaduto un fatto che mi cambiato, mi ha portato a quello che sono oggi.

In quel periodo Gazelle ha avuto un problema di salute. Per me era la fine. Per me Gazelle era l’amore della mia vita, l’essere più importante di chiunque altro, più importante della famiglia, di tutto. Un giorno il veterinario mi disse che la situazione era molto grave. Ero disperato al pensiero di perderla. Poi accadde un fatto che ha cambiato il mio destino.

Un amico mi disse che solo Dio poteva salvare Gazelle. Io non conoscevo Dio, gli chiesi di farmelo conoscere. Il ragazzo iniziò a pregare e io con lui. Pregava Dio per salvare Gazelle. Mi misi a piangere durante la preghiera. Ancora oggi mi emoziono a pensarci… ‘Se credi nei miracoli, il miracolo arriverà’ –  mi disse il ragazzo – Sei tu responsabile ora, se ci credi accadrà, se non ci credi non accadrà. Pur di salvare Gazelle dissi ok, voglio crederci.

E pregai intensamente con convinzione. Due giorni dopo Gazelle stava bene, era salva. Da quel momento ho capito che è Dio che ci guida con il suo amore. Da quel giorno tutta la mia vita è cambiata. Avevo 33 anni quando questa conversione è accaduta. Sono 23 anni ora che credo in Dio, mi affido a lui. 

Prego e leggo i versetti della Bibbia. Oggi ringrazio Dio e i cavalli per quello che ho e che sono. La mia vita è diventata un sogno, porto il mio messaggio alla gente durante i miei spettacoli. La mia vita sono l’armonia con la natura, l’universo, i cavalli e tutte le creature di Dio.

Lo spirito dei cavalli

Più vado avanti negli anni, più conosco i cavalli e più mi rendo conto della differenza enorme che c’è tra i cavalli e l’essere umano. Ho cercato l’armonia con i cavalli per quarant’anni e ancora oggi la sto cercando.

Sono talmente diversi da noi che non so se mai sarà possibile raggiungerla.
La mia esperienza in Patagonia con quattro Criolli che erano stati traumatizzati dall’uomo mi ha fatto conoscere moltissime cose. Quaranta giorni nel silenzio per riuscire a entrare in contatto con loro. 

Lì ho conosciuto la natura profonda dei cavalli e quello che noi rappresentiamo per loro, un pericolo da cui fuggire. I cavalli recepiscono la nostra minima tensione come una brutalità, un’aggressione…

Immaginate quindi il livello di sensibilità… il silenzio, la calma, la pazienza, la gioia, la sicurezza ma con delicatezza, la pace interiore sono gli elementi per raggiungere lo spirito dei cavalli. Il tutto racchiuso nell’amore. Mi piacerebbe portare nel mondo degli esseri umani l’amore potente dei cavalli.

Photo Credits Stefano Secchi